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CLONARE DEI SUPER BOVINI PER SCONFIGGERE LA BSE

Il Corriere della Sera 27.01.2005

Lombardia

«Clonerò dei super bovini immuni da mucca pazza»

Il nuovo progetto di Cesare Galli, «papà» del toro Galileo

CREMONA - Al numero 7 di una polverosa strada di campagna c'è una porta che dà sul futuro. E' in legno, non blindata, che introduce un breve corridoio dove sono esposte foto di animali e formule incomprensibili a chi non è uno specialista del settore. Qui, poco fuori Cremona, c'è il laboratorio del professor Cesare Galli, uno dei maggiori esperti a livello mondiale di genetica e di clonazione. Il «Laboratorio di tecnologie della riproduzione» è nato solo 14 anni fa, ma già nel 1999 è diventato un punto di riferimento mondiale con la nascita di Galileo, primo clone di un toro.
Cesare Galli è impegnato su molti fronti, ma tre sono quelli che probabilmente rivoluzioneranno la biomedicina nei prossimi anni.
Innanzitutto - in collaborazione con l'Istituto neurologico Besta e con il finanziamento dalla Fondazione Cariplo - si sta cercando di far nascere il primo bovino al mondo immune dal morbo della mucca pazza. «L'animale verrà creato senza il gene del prione - spiega Galli - Dunque rischio zero di contatti con altri prioni e di sviluppare la malattia». L'eccezionalità della ricerca non è solo nel progetto, ma nelle sue innumerevoli applicazioni in campo biomedico. «Oggi per i trapianti di tessuto da animale a uomo si utilizzano capi di bestiame provenienti dalla Nuova Zelanda, perché si pensa che non abbiano la malattia - continua il direttore del Laboratorio - Con questo progetto si avrà la certezza che il bovino sia
immune». Una grande speranza per la medicina.
Il secondo progetto, sempre con applicazione biomedica, è finanziato dall'Istituto superiore di sanità. Galli sta creando un suino sul quale verrà verificata l'efficacia del trapianto di cellule staminali. «Introdurremo nell'animale delle lesioni artificiali - precisa il veterinario cremonese - e poi eseguiremo dei trapianti di cellule neurali e
del miocardio». Si dovrà in particolare verificare l'eventuale efficacia delle cellule staminali, che nel nostro Paese sono al centro del dibattito sull'etica della scienza.

Il terzo settore ha un'applicazione esclusivamente scientifica ed è stato promosso grazie ai finanziamenti dell'Unione europea. E' il lavoro più vicino alla conclusione. «Perchè continuare a usare gli animali come cavie da laboratorio? - si chiede il professor Galli -. Tra breve tempo potremo verificare l'efficacia dei farmaci direttamente su embrioni e gameti creati in vitro, senza uccidere inutilmente dei poveri animali».
Nel Laboratorio di tecnologie della riproduzione lavorano dodici persone, tra ricercatori e tecnici, e proprio la ricerca è sempre stato il settore nel quale si sono investiti tempo e fondi. Tuttavia, è ancora un centro privato (di proprietà dell'Associazione italiana allevatori, un ente morale) e vive dei fondi, pubblici e privati, offerti da chi decide di finanziare un determinato progetto. Il procedimento, denominato fund raising , ha però un grosso handicap: deve essere lo stesso Galli a proporre di continuo progetti, per ricevere finanziamenti ad hoc. Negli ambienti scientifici si considera un'anomalia che un Centro di fama mondiale come questo non sia statale.
Sulla base di questa esigenza è nata l'iniziativa del presidente della Provincia, Giuseppe Torchio: «Nei prossimi giorni chiederemo al ministero dell'Agricoltura di realizzare un progetto per coinvolgere il Laboratorio in una più ampia sperimentazione e ricerca italiana. Il polo di Cesare Galli potrebbe così diventare uno dei più grandi centri italiani per la ricerca sulla zootecnia».

Nel 1999 il toro Galileo, nel 2003 Prometea, la prima cavalla clonata al mondo. Pochi mesi fa è nato un vitellino, figlio di un clone. E' il primo caso in Italia. Questi gli ultimi successi di Cesare Galli e del suo staff.
E i progetti in corso di realizzazione sono ancora più ambiziosi, a cominciare dal primo bovino immune alla Bse.
La biomedicina aspetta con impazienza, gli specialisti internazionali includono Cesare Galli tra i massimi esperti di clonazione del pianeta.
Dalla riproduzione della pecora Dolly di strada se ne è percorsa parecchia.
Un percorso difficile, cominciato in Scozia nel 1996, ma che passa senza dubbio per quella porta in legno al numero 7. Là dove inizia il futuro.

Andrea Silla

GLI ESPERIMENTI

Nella cascina laboratorio di Cesare Galli i lavori in corso riguardano, oltre alle ricerche sulla clonazione (qualche settimana fa è nato il primo vitellino figlio di clone), l'ambito della genetica applicata alla medicina e l'ambito della sperimentazione scientifica

1- Trapianto di staminali su un suino «fotocopia»
Il laboratorio di Cesare Galli sta clonando un suino sul quale verrà verificata l'efficacia del trapianto di cellule staminali. Nell'animale verranno create lesioni artificiali, per eseguire, in un secondo momento, dei trapianti di cellule neurali e del miocardio. Con questo progetto si cercherà di verificare l'efficacia delle cellule staminali

2- Bovini immuni dal morbo della mucca pazza
Un'altra ricerca è legata ai trapianti di tessuti bovini sull'uomo.
L'operazione è adesso troppo rischiosa, in quanto gli animali possono essere infetti dal morbo di mucca pazza. Galli sta creando in laboratorio un bovino che non possiede il gene del prione, dunque non ha il rischio di contrarre la malattia. Il trapianto su esseri umani sarebbe sicuro al cento per cento

3- Sperimentazione dei farmaci su embrioni e gameti in vitro
L'Unione Europea ha finanziato un progetto di Galli che mira a testare l'efficacia dei medicinali su embrioni e gameti prodotti in vitro, rendendo inutile la sperimentazione su cavie animali. E' il progetto più a breve termine, che potrà essere utilizzato in tutti i laboratori, portando vantaggi alla sperimentazione scientifica, rimuovendo le obiezioni degli animalisti sull'utilizzo di cavie

4- La gravidanza di 3 mucche e una cavalla clonate
Dopo la nascita di Galileo, primo toro clonato al mondo, e di Prometea, la prima cavalla, l'équipe continuerà la ricerca sulla clonazione. Quello di Galli è ancora l'unico centro in Italia nel quale un equino clonato è sopravvissuto. Qualche settimana fa è nato il primo vitellino figlio di clone; nella stalla ci sono altre tre mucche e una cavalla clonate gravide

L'umanissimo Galli sta cercando di risolvere molti dei nostri problemi aggiungendone evidentemente degli altri, come ad esempio creare delle mucche immuni da BSE tramite manipolazione genetica, quindi si tenta di rimediare ad un danno provocato dalla manipolazione della natura (dare carne da mangiare ad un erbivoro) con una ulteriore manipolazione ancora più spinta ed incredibile.
Il professore inoltre pare preoccupato dei poveri animali da laboratorio e sta mettendo a punto nuove tecniche per evitarne l'uso (unica nota positiva, parrebbe), nel contempo però provoca "lesioni artificiali" a dei maiali per vedere come potrà guarirli con delle cellule staminali. L'orrore.