| Uno dei concetti fondamentali dell'ecologia
moderna è il concetto di capacità di carico, in altre parole
la possibilità per un determinato ambiente di offrire sufficienti
risorse ad una o più popolazioni di viventi.
Tra i vari fattori, sono le abitudini alimentari di una specie
ad incidere maggiormente su tale indice di stato.
La popolazione umana, soprattutto quella occidentale, sembra
aver già superato la capacità di carico del pianeta.
Mentre inquinamento e devastazioni si fanno ogni giorno più
pesanti, ben 786.000.000 di persone nel 1990 erano cronicamente
denutrite nel Terzo Mondo (Le Scienze, n°90, giugno 1996).
Se si manterrà l'attuale tasso di crescita, per garantire
agli 8,7 miliardi di abitanti previsti nel Terzo Mondo una
dieta di 4.000 calorie lorde giornaliere (il minimo secondo
gli standard FAO), servirà più cibo. In teoria si potrebbe
pensare di estendere le aree coltivate o di aumentare la resa
delle colture. La prima ipotesi già oggi sembra impraticabile,
dato che ormai solo le aree marginali sono poco coltivate,
e già vastissime aree del pianeta sono state disboscate o
bonificate per lasciar spazio alle pianure necessarie alle
monoculture. La seconda ipotesi potrebbe forse essere possibile
solo ricorrendo ad un uso ancor più massiccio di fertilizzanti
e fitofarmaci, con disastrose ripercussioni ambientali. La
via più semplice ed immediata sarebbe invece un altra, quella
di limitare gli sprechi. Il problema della fame nel mondo
non nasce, infatti, dalla mancanza di cibo, ma da una diseguale
distribuzione delle risorse.
Si consideri una catena alimentare. Poiché ogni organismo
vegetale o animale di essa è costituito di energia chimica
(la materia è una forma di energia), si può immaginare la
catena alimentare come un flusso energetico in continua trasformazione
che va dall'energia solare in ingresso ai tessuti del carnivoro
finale.
Ad ogni livello trofico una parte dell'energia in entrata
viene assimilata ed usata per costituire dei tessuti (animali
o vegetali), una parte è immagazzinata o esportata, ed una
parte è persa, o perché non assimilata, o perché dispersa
sotto forma di calore o attraverso il processo della respirazione
cellulare (la base della vita).
Per fare un esempio, partendo da un input di energia solare
di 3.000 Kcal/m2/giorno, la luce assorbita è di circa 1.500
Kcal/m2/giorno, la produzione primaria netta di tessuti vegetali
di 15 Kcal/m2/giorno, la produzione secondaria netta dei tessuti
degli erbivori di 1,5 Kcal/m2/giorno, la produzione secondaria
netta dei carnivori 0,3 Kcal/m2/giorno.
Ad ogni gradino si perde ben l'80% dell'energia accumulata
nel gradino precedente. Ad ogni passaggio la quantità ditale
energia cala vistosamente.
In termini pratici, significa che salendo lungo la catena
alimentare si possono nutrire sempre meno individui.
In agronomia, il fatto è da tempo risaputo: secondo lo studio
riportato all'inizio di questo scritto, le colture vegetali
ed i prodotti animali possono nutrire un numero assai differente
di individui. Ad esempio, un ettaro di terreno agricolo coltivato
a cavoli potrebbe nutrire 34 persone dal punto di vista proteico
e 23 da quello energetico, uno coltivato a grano rispettivamente
20 e 15, mentre se lo stesso ettaro fosse riservato alla produzione
di alimenti per bestiame nutrirebbe rispettivamente 3 e 1
persone se il prodotto finale fosse la carne di manzo. Coltivare
preziosi cereali (circa il 40% della produzione mondiale)
e legumi (l'80%) per poi darli in pasto agli animali è un
enorme spreco, giacché questi vegetali potrebbero essere utilizzati
direttamente dall'uomo con gran giovamento, vista l'enorme
ricchezza di questi alimenti se assunti integri.
(Le tabelle ed i dati ci sono stati
gentilmente forniti da: "Società Vegetariana")
Riportiamo qui alcune statistiche sulla diffusione
del veganismo in Europa e in India. I dati fanno riferimento
al 2002, e sono stati raccolti dall'EVU (European Vegetarian
Union) intervistando le varie associazioni vegetariane dei
vari stati europei (tabella a cura di saicosamangi.info).
| Nazione |
Numero
abitanti |
%
di vegetariani |
Fonte |
| Austria |
8,1 milioni |
3-4% |
Stima approssimativa |
| Belgio |
10,2 milioni |
2% |
Indagine commissionata dall'associazione
GAIA |
| Francia |
58,6 milioni |
meno del 2% |
Association Alliance Végétarienne
|
| Germania |
82 milioni |
8% |
Vegetarier-Bund Deutschlands e.V. |
| India |
997,5 milioni |
15-20% |
|
| Irlanda |
3,7 milioni |
6% |
Stima dell'associazione Vegetarian Society
of Ireland |
| Italia |
58 milioni |
5% |
Eurispes |
| Norvegia |
4,5 milioni |
2%-4% |
Sondaggio eseguito da Dyrevernalliansen
|
| Spagna |
39,4 milioni |
2% |
Asociacion Vegana Espanola (AVE) |
| Svezia |
8,8 milioni |
Almeno il 7% (in alcune
scuole, 1/3 degli studenti sono vegetariani) |
Swedish Vegan Society |
| Svizzera |
7,1 milioni |
4% |
Swiss Union for Vegetarianism |
| Olanda |
15,8 milioni |
4-5% |
Stima della Nederlandse Vegetariersbond
|
| Regno Unito |
59,5 milioni |
7-10% (più alta
tra i giovani) |
The Vegetarian Society UK |
N.B. Il superamento dei vegetariani sugli onnivori
è stimato intorno al 2050, forse anche prima, tenendo
conto della massa critica.
ALIMENTAZIONE:BOOM VEGETARIANI IN ITALIA,IL
DOPPIO IN 3 ANNI
(ANSA) - ROMA, 8 APR - Sono sempre
di piu' gli italiani che scelgono di mangiare 'verde'. In
Italia i vegetariani sono arrivati quasi a quota tre milioni,
il doppio nel giro di tre anni e sono destinati ad aumentare
fino a 30 milioni nel 2050, con un trend di crescita costante:
4,5 milioni di vegetariani nel 2005, 7 milioni nel 2010 e
10 milioni nel 2015. Lo hanno ricordato gli Animalisti Italiani,
citando dati Eurispes, che hanno sollecitato l'abbandono di
una dieta a base di carne in occasione delle festivita' pasquali
quando, secondo l' associazione, la strage di agnelli raggiunge
il picco dell'anno. Per invogliare a mangiare vegetariano,
l'associazione prende ad esempio alcune star mondiali come
Prince, Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Paul McCartney, Pamela
Anderson, Richard Gere, Demi Moore, Alec Baldwin, Jamie Lee
Curtis e Martina Navratilova. La piu' alta concentrazione
di vegetariani nel mondo si trova in India: su un miliardo
e duecento milioni di indiani il 20% e' vegetariano. Al secondo
posto, secondo la classifica della Lav, la Gran Bretagna con
quasi sei milioni di vegetariani, seguita da Usa, Germania
e Irlanda. ''La dieta vegetariana - ha detto Guido Bianchi,
medico-chirurgo e nutrizionista che si occupa di alimentazione
da circa 25 anni - come da esperienza personale nonche' da
ricerche scientifiche di tutto il mondo e' valida per le necessita'
alimentari sia degli adulti che dei bambini. La maggior parte
delle malattie della nostra societa' e' dovuta a eccesso di
cibo di origine animale''. E per sostenere la necessita' della
scelta vegetariana, gli Animalisti Italiani questa mattina
a Roma, nella centrale Piazza Argentina, hanno messo in scena
una rappresentazione che ha avuto come protagonisti la morte
e un simbolico macellaio mentre squarta un bue finto da una
parte e dall'altra la vita con una mamma in carne ed ossa,
in cinta di sei mesi e convinta vegetariana i cui valori della
analisi, assicura, sono tutti perfetti. (ANSA). GU
08/04/2004 15:47
Sull'argomento vedere anche:
Link:
Il grano c'è (J. Rifkin)
Link:
Combatti la fame nel mondo mangiando
Link:
Guide di Supereva, Veganismo e vegetarismo
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