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12 gennaio 2013
di OLS
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OLTRE LA SPECIE

Oltre La Specie Onlus è un’associazione animalista antispecista fondata nel 2002.
Sono molte le associazioni che oggi si occupano di animali, tanto che esse costituiscono una vera e propria ‘galassia’ assai variegata. Oltre La Specie non vuole mettersi in competizione con nessuna di queste, anzi intende collaborare con loro, nell’ambito dei propri limiti statutari e delle sue linee-guida, nell’organizzazione della sua attività, auspicando momenti di confronto e collaborazione.
Scopo principale dell’associazione è la divulgazione di una riflessione filosofica, etica e politica e di una cultura che, rifiutando l’antropocentrismo, portino ad abolire quella linea di confine che storicamente è stata tracciata fra l’uomo e gli altri animali.

A tale scopo verranno diffusi testi, prodotto materiale, promossi conferenze e tavoli, organizzati incontri nelle scuole, mostre itineranti, manifestazioni.

Oltre La Specie ha un sogno e si adopera per realizzarlo: quello di una società libera e liberante, costruita sull’uguaglianza e sulla giustizia, nella quale ogni sfruttamento ed ogni schiavitù siano definitivamente aboliti.

26 novembre 2015
di OLS
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Intervista su “Corpi che non contano. Judith Butler e gli animali” – Radio Svizzera Italiana

ccnccopertIntervista di Letizia Bolzani ai curatori di Corpi che non contan. Judith Butler e gli animali (Mimesis 2015) per il programma di approfondimento culturale Geronimo”, puntata del 3 novembre 2015, Radio Svizzera Italiana.

Link al podcast della puntata

Link per il download

2 novembre 2015
di OLS
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Breve storia di due follie

Il nostro contributo al sito Michelotti libero, contro la costruzione di un nuovo zoo a Torino

Breve storia di due follie

Torino, Piazza Carlo Alberto, 3 gennaio 1889: un uomo, di fronte allo strazio di un cavallo frustato furiosamente da un vetturino, di fronte al suo sguardo implorante e disorientato, lo abbraccia, piange, diventa folle.

Torino, Piazza Palazzo di Città, 20 gennaio 2015: un burocrate, insensibile allo strazio di una città frustata dalla crisi e dall’abbandono, insensibile al suo sentire disorientato e disperante, abbraccia, sorridendo soddisfatto, una proposta folle.

In mezzo, tra le altre cose – l’immigrazione interna e transnazionale, le lotte operaie, l’outsourcing della FIAT –, l’apertura, il 20 ottobre 1955, e la chiusura, il 31 marzo 1987, di uno zoo. Le sue tracce nelle immagini sfarfallanti dei primi video amatoriali: una giraffa che allunga il collo e un elefante che tende la proboscide per prendere qualcosa da mangiare, degli orsi in bilico su del ghiaccio posticcio immerso in una specie di pozzanghera, delle scimmie che corrono su e giù da finti alberi di corda e d’acciaio, dei felini annoiati e immobili che si alzano solo per girare intorno a se stessi, avanti indietro, come la pantera di Rilke. Ma sempre con grazia, con una delicatezza che sbalordisce, con la capacità di perdonare l’imperdonabile. E sbarre ovunque e ovunque cemento.

E poi al posto dello zoo un bioparco. Un bel nome per dire la stessa cosa, lo stesso degrado del vivente a oggetto di oscena pornografia, la stessa noia, la stessa rabbia, la stessa grazia, delicatezza e capacità di perdono degli uni, la stessa protervia e arroganza degli altri animali. Lo stesso panottico, solo più fintamente gentile, lento, felice. In realtà, la stessa memoria ferita, in futuro; certo, questa volta da immagini ad alta risoluzione, in 3D, con colori precisi, da diffondersi con orgoglio sui social network. Le sbarre, però, più lontane, più difficili da scorgere, anche con gli zoom più potenti, più infide quindi; meno criticabili, se non da fanatici ed estremisti della libertà, perché rese invisibili o quasi. E, ovviamente, niente cemento questa volta! Erba, magari di plastica, ma erba comunque, Signori e Signore, bambine e bambini! Venghino, venghino!

Il burocrate sono in tanti e non han nome: son nati sani, mettono sulle zolle le mani e sperano di educare folle di bambini al pianto della reclusione, insegnando loro a pregare gli idoli della forza, dello sfruttamento, del dominio.

L’uomo del cavallo, invece, ha firmato il suo dolore, con un gesto estremo e con tanti nomi, tra cui anche quello di Friedrich Nietzsche. È nato folle, ha aperto le zolle, ha scatenato tempesta. E piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.

 

Oltre la Specie

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11 settembre 2015
di OLS
Commenti disabilitati su Solidarietà alla resistenza curda e alla rivoluzione del Rojava

Solidarietà alla resistenza curda e alla rivoluzione del Rojava

Solidarietà alla resistenza curda e alla rivoluzione del Rojava
Sosteniamo il processo democratico se opera di cambiamento dal basso.
Fermiamo l’oppressione del popolo curdo.

Previsto l’arrivo del capo di Stato turco in vista della settimana dedicata alla Turchia da Expo, in un momento in cui l’offensiva repressiva del governo turco sta colpendo duramente la popolazione curda in Turchia e nella Rojava, l’associazione antispecista Oltrelaspecie aderisce alla mobilitazione cittadina lanciata per denunciare le politiche del governo Erdogan.

In Turchia sono ormai più di mille gli attivisti curdi che sono stati arrestati, torturati o uccisi in queste settimane, migliaia i civili massacrati. Questi attacchi sono conseguenza della sconfitta elettorale di Erdogan che nelle elezioni del giugno scorso non ha ottenuto la maggioranza assoluta a causa dell’importante affermazione dell’Hdp (Partito democratico dei popoli) che con il suo 13% ha superato lo sbarramento e portato la voce dei curdi e della sinistra nel parlamento.

In questo contesto, Erdogan ha deciso di scatenare una nuova guerra contro la popolazione e le forze politiche curde e il Pkk, che per 2 anni avevano invece investito nella soluzione pacifica e nel processo di dialogo. Continua a leggere →