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12 gennaio 2013
di OLS
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OLTRE LA SPECIE

Oltre La Specie Onlus è un’associazione animalista antispecista fondata nel 2002.
Sono molte le associazioni che oggi si occupano di animali, tanto che esse costituiscono una vera e propria ‘galassia’ assai variegata. Oltre La Specie non vuole mettersi in competizione con nessuna di queste, anzi intende collaborare con loro, nell’ambito dei propri limiti statutari e delle sue linee-guida, nell’organizzazione della sua attività, auspicando momenti di confronto e collaborazione.
Scopo principale dell’associazione è la divulgazione di una riflessione filosofica, etica e politica e di una cultura che, rifiutando l’antropocentrismo, portino ad abolire quella linea di confine che storicamente è stata tracciata fra l’uomo e gli altri animali.

A tale scopo verranno diffusi testi, prodotto materiale, promossi conferenze e tavoli, organizzati incontri nelle scuole, mostre itineranti, manifestazioni.

Oltre La Specie ha un sogno e si adopera per realizzarlo: quello di una società libera e liberante, costruita sull’uguaglianza e sulla giustizia, nella quale ogni sfruttamento ed ogni schiavitù siano definitivamente aboliti.

4 luglio 2016
di admin
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Yulin: quando le buone intenzioni non bastano

yulinSette giorni fa a Milano abbiamo presenziato ad una manifestazione di protesta contro il festival di Yulin, la città cinese dove ogni anno per dieci giorni vengono uccisi e mangiati migliaia di cani. Alla notizia di questa manifestazione la nostra reazione è stata duplice.

Da una parte ci sentiamo solidali verso quei cani – non auguriamo a nessun* di essere catturat* e macellat*! -. Dall’altra abbiamo temuto per i contenuti che avrebbero potuto emergere dalla protesta, visto che si scendeva in piazza contro uno sterminio compiuto da parte di individui riconducibili ad un popolo, quello cinese, che in Italia è spesso oggetto di odio razziale. Come possiamo pretendere di impartire loro lezioni di civiltà, quando quotidianamente accade lo stesso negli allevamenti e nei mattatoi nostrani, solo ad altri tipi di animali (come mucche, galline, maiali)?

yulinCi è sembrato sconveniente che il movimento animalista cercasse di guadagnare consensi sulla pelle di un animale che è adorato in occidente – essendo spesso posseduto per compagnia e ridotto a pet – con il rischio di alimentare derive razziste e xenofobe.
Non è raro sentir invocata la distruzione della città di Yulin come strenuo atto di difesa dei cani, come se tutti i suoi abitanti fossero uniti in quei cruenti festeggiamenti. Auspicheremmo che l’Italia fosse rasa al suolo, perché nel ventennio fascista ha appoggiato le politiche naziste perpetrate nei campi di concentramento e di sterminio?

Durante la manifestazione abbiamo distribuito un volantino (questo qui sotto) per sottolineare due aspetti: volevamo che si desse più peso al lavoro degli attivisti e delle attiviste cinesi che si impegnano per cambiare la cultura locale, dal momento che probabilmente solo loro sanno di cosa stiamo parlando. Inoltre avremmo voluto che si sottolineasse come anche qui, sebbene in maniera meno visibile, i cani sono vittima di discriminazione e sfruttamento. Continua a leggere →

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17 giugno 2016
di OLS
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Oltre la Specie al MilanoPride – il nostro contributo

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Il 25 giugno Oltre la Specie sarà al MilanoPride, nello spezzone delle Collettive Femministe Queer.

Invitiamo tutt* gli/le antispecist* a partecipare e diffondere il nostro contributo scritto.

Leggi anche il comunicato delle Collettive Femministe Queer a seguito del MilanoPride.

 

UNIONI INCIVILI

“Se il presupposto della coppia è l’amore, allora vale anche per cane e padrone” (Carlo Giovanardi).

L’espressione pubblica della norma (e del panico) eterosessuale passa spesso per un richiamo – nel duplice senso di “ricondurre” e di “rimproverare” – all’animalità. L’amore fra persone dello stesso sesso, l’attraversamento dei generi, il poliamore, tutti gli infiniti modi di essere, desiderare e relazionarsi sono relegati nella gabbia della bestialità.

Una gabbia non solo metaforica, poiché esistono materialmente corpi animalizzati che subiscono le più disparate forme di esclusione dalla vita sociale e di violenza fisica o verbale. Fra questi corpi ci sono anche quelli animali, nei mattatoi, negli allevamenti, nei laboratori. C’è una sola condizione, a ben vedere, che possa dirsi del tutto immune dallo stigma del “contronatura”: quella di chi è maschio, eterosessuale, bianco, adulto, abile, sano, proprietario e, ovviamente, umano.

Le gabbie a cui pensiamo non sono solo quelle dello zoo. Servono a segregare, ma anche a escludere e a regolare gli accessi a una lunga serie di privilegi o di forme di protezione: essere compres*, essere riconosciut* come soggetti, circolare per le strade o attraversare i confini nazionali, avere un reddito, dire il proprio amore, usare le parole che si desiderano per parlare di sè, essere pres* sul serio… Non basta dunque abbattere queste gabbie.

Il gesto più liberatorio – un gesto che non si fa una volta per tutte proprio perchè costituisce un esercizio continuo – è quello di aprirle, attraversarle, risignificarle, deriderle, ignorarle, usarle per giocare, renderle inutili. Incontrare per davvero gli animali che vi sono rinchiusi e scoprire che la bestialità delle nostre relazioni non è un insulto, anzi. Che ogni forma di amore è contronatura, e non è la concessione di qualche riconoscimento giuridico, da sola, a decretarne la dignità. Che la “Natura”, semplicemente, non esiste, se non come dispositivo di materializzazione di corpi che contano e di corpi che non contano. Che un’unione non deve essere definita “civile” per poter entrare nel campo del dicibile.

Che forse le unioni ci piacciono quando sono incivili, dato che, a ben guardare, la polis che costituisce il centro della narrazione democratica occidentale, non è altro che un recinto costruito sull’esclusione di donne, schiavi, “barbari”, bambin* e animali.

 Oltre la Specie – Associazione antispecista per la liberazione animale

catania

3 maggio 2016
di OLS
Commenti disabilitati su Barbarie e inciviltà a norma di legge alla fiera di San Gregorio (CT)

Barbarie e inciviltà a norma di legge alla fiera di San Gregorio (CT)

Condividiamo il comunicato di Francesca G., attivista per la liberazione animale

La capra appena venduta fugge terrorizzata e cerca di nascondersi nel piccolo gruppo delle altre che si ammucchiano nell’angolo più lontano del recinto. La gente intorno ride, in attesa di vedere quanto tempo impiegherà l’allevatore prima di bloccarla. Ma è questione di un paio di minuti, solo il tempo di vedere crescere la paura in questi animali rinchiusi nello steccato dove non si apre nessuna via di fuga. “Ecco, l’ha presa!”. Le persone continuano a ridere e a gridare, finalmente sono soddisfatti per la cattura. Fra di loro ci sono anche dei bambini. La capra appena venduta viene presa per le zampe e passata al suo acquirente, che se la porta a casa, sempre tenendola sospesa da terra per le zampe. Nient’altro che merce.

Questa condizione degli animali, visti come semplici oggetti da scegliere e ai quali attribuire un prezzo, stride con gli occhi terrorizzati di questa capra portata via. Continua a leggere →

13 aprile 2016
di OLS
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Migranti e ribelli

frontiere

Idomeni, al confine fra Grecia e Macedonia, 2016 (o qualunque altro luogo in cui esseri desideranti provano a fuggire dalla guerra e dalla morte)

Da mesi migliaia di profugh*, circondat* da barriere di filo spinato, vivono nel fango, sotto simulacri di tende per proteggersi dalla pioggia incessante, in famiglie o singolarmente, qualcun*, in questa immane tragedia, è accompagnat* da una gatta, da un cane o da qualche altro animale, compagni di questo viaggio che è la vita. Scappano dalla fame, dalla guerra, dagli attentati che hanno reso macerie le loro case e hanno sottratto loro perfino la possibilità di esistere, scappano perché la vita è più forte di qualsiasi altra forza e li/le spinge a provare altrove, in quei Paesi che hanno così tanto contribuito a creare questo immane disastro. Nessun Paese li/le vuole, sono indesiderat*, perché la moltitudine potrebbe influenzare i nostri rapporti sociali, le modalità di produzione, la distribuzione della ricchezza. Allora vengono tenut* lì, in una “terra di nessuno”, con la segreta speranza che “scompaiano” per fame, per mancanza di assistenza, di stenti, di altro. E se provano ad evadere dal ghetto in cui sono stati violentemente confinati, cosa c’è di meglio dei gas lacrimogeni o dei proiettili di plastica, come monito per chi ancora volesse intraprendere questo esodo ribellistico, per ricordare a tutt* la violenta brutalità del dominio su chi non sta al proprio posto e cerca di sovvertire la fissità dei confini, per provare a ridisegnare un mondo altro?
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5 aprile 2016
di OLS
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Il “nazianimalista” nuoce gravemente agli animali

la struttura della democrazia, kantor

Maxim Kantor, Structure of democracy, 2003-2004

Giuseppe Cruciani infierisce sulla condizione degli animali sfruttati.
Come molti altri, abbiamo taciuto per decenza.
Si sa, ai provocatori non si risponde, perché ti portano sul loro stesso livello per poi batterti con l’esperienza.
Hanno risposto, invece, alcuni “vegani” e altri che, come dice testualmente Michela Brambilla, hanno pensato di rappresentarci: abbiamo assistito a tentativi poco riusciti di difendere ognuno le proprie ragioni e i propri obiettivi personali. Ad esempio, in uno dei tanti dibattiti a La 7, Catherine Spaak ha cercato di spostare la bagarre dal piano delle accuse reciproche alla questione etica (e politica, aggiungiamo), ma tutto è scemato in un nulla di fatto.
Da parte nostra cerchiamo di sviluppare pensieri e pratiche e di comunicarli per mezzo dell’attività che svolgiamo, ritenendo deleterio l’approccio scandalistico dei talk-show per l’approfondimento e la comprensione di questioni tanto complesse. Continua a leggere →