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LA CACCIA E LA PESCA


Approfondimenti:
Articolo: Caccia 2003: cronaca di una strage annunciata
Articolo: Gli italiani e la caccia (sondaggio)
Notizia: E' ufficiale-RECORD di abbandoni estivi nel 2003
Articolo: Un esempio della barbarie: Caccia ai cuccioli a Treviso, la campagna LAC
Sito: Un massacro insostenibile (LAV)
Volantino: Il prossimo bersaglio puoi essere tu (LAC) - pdf
Volantino: Il prossimo bersaglio puoi essere tu (LAC) - doc
Documento: il 72% degli italiani nel 2003 è contrario alla caccia - ABACUS - pdf
Articolo: Campagna 2003 LAC antibracconaggio
La tremenda vita dei cani dei cinghialai in Maremma
Articolo: Chiusura stagione venatoria 03/04: 50 morti tra cacciatori e non
Articolo: L'Unione Europea condanna l'Italia - nuovi orrori
Documento: Dossier LAV sulla stagione venatoria 2003-2004 (LAV) - pdf
Articolo: lo stravolgimento procaccia non passa (marzo 2004)
Articolo: caccia: i misfatti della politica
Link: STOP-FIMOV - (Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie) e' in Italia la maggiore promotrice ed organizzatrice di fiere "ornitologico venatorie", fermiamola
Documento: Vademecum su COME DIFENDERSI DALLA CACCIA (LAC- UNA) - pdf


STAGIONE VENATORIA 2004/2005
Oltre alla strage di animali non umani, sono anche gli umani a morire

Da Il Messaggero del 31/01/2005

CHIUSURA DI STAGIONE
Bilancio tragico per la caccia: quaranta morti e 82 feriti

ROMA - La fine della stagione della caccia, che si chiuderà ufficialmente oggi, può essere accolta con festeggiamenti ma anche con molta tristezza. È quanto sottolineano in una nota gli Animalisti italiani ed il movimento "Una", secondo i quali oggi saranno in molti che festeggeranno la salvezza di milioni di animali portando semi, biscotti e pane agli uccelli stremati dalla caccia e dalla neve.

Tuttavia, afferma il presidente degli Animalisti Italiani Walter Caporale, è anche vero che oggi «si conclude finalmente la lunga stagione 2004-2005, iniziata a settembre e ancora una volta con un tragico bilancio: 40 morti e 82 feriti tra le persone e circa 150 milioni tra gli animali».
Del resto, aggiunge Caporale, «come non ricordare il cacciatore che ha ucciso per errore e poi si è suicidato, il sedicenne che ha ucciso la madre mentre giocava col fucile da caccia del padre o il trentenne colpito dai pallini durante una gita tra i boschi?».
«La maggioranza degli italiani - afferma da par suo il presidente del movimento "Una", Ebe Dalle Fabbriche - chiede l'abolizione totale della caccia, attività che fattura 3 miliardi di euro e che provoca anche la dispersione nell'ambiente di 700 milioni di cartucce per 25 mila tonnellate di piombo che si disperdono nell'ambiente, inquinando e provocando la morte di altre migliaia di animali».

E il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio commenta: «Altro che aumentare le specie cacciabili e allungare la stagione venatoria come vorrebbero alcuni estremisti in Parlamento con l'appoggio del Governo.
Servirebbero al contrario regole più rigide». È venuto per lui il momento di «accelerare per l'abolizione definitiva della caccia».



ROMA, 1 settembre 2004- Sulla prima pagina del quotidiano "La Stampa" del 1° settembre, Massimo Gramellini nella rubrica "Buongiorno" parla dell'inizio della stagione venatoria. Riportiamo integralmente il "fondo", intitolato "La legge dei pochi".

Oltre alle minoranze, ogni tanto la democrazia potrebbe preoccuparsi di tutelare anche le maggioranze. Ce n'è una particolarmente ampia e tollerante che proprio in queste ore sta subendo un chiaro sopruso. Si tratta di quella percentuale bulgara di italiani, mai meno del 90% nei sondaggi, che chiede di limitare gli sconquassi della caccia e oggi invece si ritrova ad assistere alla preapertura della stagione venatoria, decisa in anticipo di tre settimane dalle singole Regioni (anche di sinistra) per evidente fame di consensi e di denari. Un esempio dei guasti che può fare il federalismo, quando gli enti locali si ritrovano con più potere e meno soldi, e fatalmente usano il primo per procacciarsi i secondi.
Fra le tante specie in via di estinzione presenti sul nostro territorio, i cacciatori sono una delle più protette. In vent'anni hanno perso un milione di esemplari. Ne restano ancora settecentomila: quasi tutti maschi e ultracinquantenni, eppure molto determinati. Le maggioranze d'opinione non muovono interessi economici né basano il loro voto sul soddisfacimento di quell'unica istanza ideale. Le minoranze sì. E i politici di ogni schieramento e nazione sono molto bravi a intontire di promesse le moltitudini innocue dei sondaggi, ma altrettanto pronti a chinare il capo davanti alla prepotenza organizzata dei pochi.


Massimo Gramellini
La Stampa, 1 settembre 2004



immagine tratta dal sito della Lega per l'Abolizione della Caccia -- clicca per andare sul sitoCACCIA E PESCA: Entrambi questi "passatempi" consistono nell'uccidere animali per puro divertimento. Come rispondere alle obiezioni più frequenti che vengono mosse dai cacciatori e dai pescatori a chi li accusa di crudeltà contro gli animali?

Gli esseri umani hanno l'istinto del cacciatore. Dobbiamo inibire i nostri istinti?
Certo. Non possiamo certo sottostare ad ogni istinto primitivo. In una società civile ci sono norme da rispettare: le leggi scritte e le norme non scritte, che costituiscono l'etica. Uccidere per divertimento va contro l'etica della maggior parte delle persone civili.

Il mondo è fatto di predatori e prede; noi non siamo soltanto un altro predatore?
No. Nella caccia e nella pesca si uccidono altri esseri viventi non per sopravvivere, ma per divertimento e per golosità.

La caccia è una tradizione.
Solo perché qualcosa esiste da secoli o millenni non significa che sia una cosa buona. Altri "buoni esempi" di usi e tradizioni sono: la discriminazione sessuale, il razzismo, la schiavitù, la tortura, le esecuzioni pubbliche e il rogo delle streghe.

Nella caccia c'è la sfida tra uomo e animale.
In realtà, la caccia non è altro che vigliaccheria, perché il cacciatore non corre alcun pericolo, e ammazza comodamente gli animali, che non sanno neanche di partecipare a una sfida, col suo fucile.
Spesso non si tratta nemmeno di animali selvatici, ma di animali d'allevamento (fagiani e altri uccelli) liberati in natura appositamente per servire da bersaglio ai cacciatori. Questi animali non sono abituati a vivere liberi, e muoiono dopo pochi giorni, o vittime dei cacciatori, o degli animali predatori, o perché non sanno procurarsi il cibo.

I cacciatori ed i pescatori contribuiscono alla salvaguardia dell'ambiente.
Anche se fosse così, non sarebbe una valida giustificazione per uccidere. Ma in realtà i cacciatori inquinano l'ambiente coi pallini di piombo che lasciano sul terreno (un veleno per il suolo e per gli animali che inavvertitamente se ne cibano). I pescatori spesso lasciamo in giro ami e fili di nylon, che inquinano e che sono delle vere trappole per gli uccelli, che vi si impigliano e non possono più volare. Molti pescatori e cacciatori sostengono di amare la natura, ma devono rendersi conto che non si può amare la natura e uccidere gli animali che in essa vivono.

I pesci sono muti, come gli insetti; cosa c'è di sbagliato nella pesca?
Anche se non siamo in grado di udire le urla di dolore dei pesci, vediamo come si dibattono e cercano di respirare quando vengono catturati. L'agonia dei pesci (una lenta asfissia in una rete oppure dopo un lungo periodo di lotta contro un uncino infilato da qualche parte nella loro testa) è particolarmente dolorosa e angosciante.

Nella "pesca sportiva" il pesce viene ributtato in acqua, quindi non c'è nulla di male.
Quindi non ci sarebbe niente di male nel ferirgli la bocca con l'amo, tirarlo fuori dal suo ambiente naturale e fargli patire l'asfissia, danneggiare il rivestimento delle scaglie (che lo protegge dalle malattie) quando lo si prende in mano, spaventarlo a morte. Niente di male?

Cosa puoi fare tu
- Non andare mai a caccia e a pesca e imparare a rispettare la natura e tutti gli animali che in essa vivono.
- Prestare opera di volontariato presso la Lega Abolizione Caccia.


Fonte: gruppo VASA


LA CACCIA OGGI E' LA CAUSA PRINCIPALE DI ESTINZIONE DELLE SPECIE ANIMALI IN ITALIA.

Anche se alcuni ambientalisti, per opportunismo politico, stipulano accordi con i cacciatori minimizzando i loro crimini contro l'ambiente naturale, bisogna ricordare a tutti che:

1) I cacciatori sono autorizzati ad uccidere un gran numero di animali a gravissimo rischio di estinzione, come la Starna, la Quaglia, la Coturnice, la Pernice e la Lepre.

2) I ripopolamenti a scopo venatorio hanno inquinato gravemente la genetica delle specie italiane, con tutti i rischi che ciò comporta.

3) Si spara a tutto, e i testimoni di questo sono le decine di migliaia di uccelli protetti che vengono curati dalle associazioni ambientaliste, tra cui Rapaci, Cicogne, uccellini canori di pochi grammi di peso, nonché cani, gatti, serpenti e tutto ciò che si muove

4) La caccia uccide e ferisce anche gli esseri umani. Quanta gente viene impallinata più o meno gravemente durante la stagione venatoria?A parte gli incidenti , quanti omicidi vengono compiuti con armi da caccia ? Basta leggere i giornali.

5) La caccia inquina e deturpa l'ambiente. Basta considerare i bossoli di plastica lasciati in giro, i solchi delle auto parcheggiate illecitamente sui prati e nei boschi, i rami degli alberi strappati per improbabili mimetizzazioni, i quintali di piombo che si depositano negli stagni e nei laghi immettendo veleno nel ciclo biologico.

COME CI SI PUO' DIFENDERE?

La legge impedisce ai cacciatori di:

1- Sparare in direzione di case e strade ad una distanza inferiore ai 150 mt.
2- Transitare con l'auto o parcheggiare fuori dalla sede stradale
3- Transitare sulle aree boscate percorse dal fuoco in alcune Regioni italiane tra cui il Lazio, l'Emilia Romagna, la Sicilia.
4-Entrare con l'auto in comprensori o strade private
5-Arrecare minaccia diretta o indiretta alla sicurezza delle persone


Dossier caccia in Toscana

LA CACCIA IN TOSCANA-DOSSIER LAV

Un impressionante e dettagliato dossier della LAV sulla regione con più cacciatori d'Italia.

Per il download della versione PDF del dossier:
"Cliccare qui"

Peso documento pdf: 1,36 MB